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Combien paye la roulette au casino

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Ve n'eran altre forse più belle, più intelligenti forse di Bluette; ma Bluette era di m. La moda è la vera potenza che decretano le folle, per un caso plebiscitario, per una specie di curiosità collettiva, che talora, dal nulla, fa scaturire persino l'ingegno. La moda è il caso fortuito che governa il pensiero, l'arte, la bellezza, insomma la vita. Forse lo stesso capolavoro nuli' altro è che il figurino più espressivo d'una moda oltrepassata, le religioni stes- se nuli' altro sono che una maniera illogica e mutevole di vestire con una stoffa decente la nudità pericolosa dell'anima.

E Bluette, che non vagheggiava sogni di conquista, ch'era nata per danzare con pjoesia e per inflettere le sue dolci reni sotto il peso d'un amante, Bluette che non moveva un dito per guidare la propria sorte, aveva con sé, in modo bizzarro, il favore di quella divinità. Se Bluette l'avesse fatto apposta, non vi sarebbe riuscita mai. Poi- ché la Corte d'Assisi è il primo teatro della Metropoli ed i giudici della Senna sono artisti non meno ammire- voli dell'ammirevole M. In Francia si è riu- sciti a trovare nel crim.

Altri paesi cercano di fare la stessa cosa, ma i loro scan- dali mancano di saggezza e d'allegria. Mimi Bluette è un fiore dell'aria parigina, se pur talvolta vien d'okralpe o d'oltremare. Dunque Bluette stava tranquillamente aspettando che si trovasse il mezzo di mandarla per qualche mese a vivere nel ben frequentato romitorio di Saint-Lazare; ma i sullodati giudici della Senna preferirono lasciarle portare a piede libero i deliziosi modelli della Rue de la Paix. Il Finanziere ladro ebbe la com. Dopo questa faccenda non era più lecito a Bluette bal- lare le danze che inventavano gli altri; un Impresario le fece comprendere che a' suoi piedi ora si domandava l'originalità.

Era giusto; e Bluette ne convenne. Tanto più che i suoi leggeri piedi non mancavano di facoltà inventiva. Ma ora si dolse di aver lasciato partire, con un broncio rannuvolato ed in compagnia d'una ekistica ballerina ir- landese, il suo bravo laconico Jack. Andremo in cerca d'un altro inventore. V'eran balli d'ogni sorta, fatti e su misura. Allora portatela qui, che la veda. E le tagliarono addosso cinque o sei balli che le cal- zavano come guanti. Ma quello che fece risplendere la sua gloria fu l'indi- menticabile My Blu.

Allora tutta Parigi si mise a ballare il My Blu. Il My Blu era un ballo antichissimo; pare fosse di pro- venienza caldaica; molti opinavano invece che avesse ap- partenuto alle antiche civiltà messicane. Furon stampati volumi su questo glorioso My Blu. E frattanto se ne tenne un discorso all'Accademia degli Immortali. Bluette si stupiva che i suoi piedi avessero una simile potenza. Vero è che il My Blu si ballava con tutto il corpo e tanto più era efficace quanto più il corpo si mo- strava nudo. Per questo particolare, anche la rimbiondita madre Malespano voleva imparare il My Blu.

La sera, in ca- mera, ne faceva prove assidue davanti alla specchiera, col maggiordomo impeccabile, Maurice. Questi la tortu- rava con scene di gelosia, perchè la insaziabile madre Malespano frivoleggiava nel contempo con altra gio- ventù. L'amore d'un maggiordomo è quell'amore che ha il vantaggio d'essere a portata di mano; ma purtroppo Q. Mimi Bluette 4 50 manca di lirismo e, col tempo, anche di energia. L'a- more dei maestri di sclierma è infinitamente più com- battivo.

Questa bionda madre Malespano era diventata frat- tanto la donna più pettegola di tutto il vicinato. In casa non dava pace a nessuno; le persone di servizio prefe- rivano andarsene che ubbidire a' suoi capricci. Tranne Linette, cameriera dalle calze di voile, che, vantando la protezione di Bluette, spesso non tralasciava di rispon- derle per le rime. Questa Linette aveva un fratello, bel giovine, pieno d'intraprendenza, che si era fatto conoscere nella me- tropoli vincendo una famosa corsa di motociclette. Ma questa era storia passata. Honoré Messanges, fratello di Linette, con l'andare del tempo aveva cambiato sport.

Era diventato nobile di provincia e portava sul biglietto da visita la corona della sua contea. Cioè si faceva chia- mare Honoré Messanges, comte d'Olonzac. Quando nessuno provvede a far conte un uomo che ha bisogno di portare uno stemma, è naturale che il po- vero diavolo faccia uno sforzo per nobilitarsi da sé. Ad ogni m. Non era molto alto di statura, — forse un palmo più di Linette — ed aveva come Linette, nei capelli ben spartiti, un'increspatura luccicante.

Fino e morbido in tutta la persona, possedeva ne' suoi mo- vimenti quella medesima grazia un po' femminile della 51 — procace Linette; ma i suoi occhi nerissimi brillavano in- vece di una maschilità veemente. Il signore d'Olonzac teneva in mano la fortuna per le corna, come il manubrio della sua famosa motociclet- ta; e poiché la contea non gli mandava redditi, sapeva trarne senza scrupoli da molti altri canonicati. Egli non guadagnava il pane con il sudore della sua fronte; ma qualche bella donnina sudava certamente per lui. Ogni tan- to possedeva un'automobile, ogni tanto la vendeva; per qualche mese aveva un'amante, poi si lasciava rapire da un'altra; in genere tutta la sua vita dipendeva dai ca- pricci e dalle fortune delle sue variabili ammiratrici.

Nondimeno sarebbe caduto in gravissimo errore chi lo avesse confuso, per esempio, con un qualsiasi Boblikoff, Max, Jean Kiki. Questi mantenuti e protettori di basso lignaggio non godevano affatto la stima del prossimo; in- vece il signore d'Olonzac era un elegante ruffiano il quale godeva sino ad un certo punto la stima del prossimo. Ve ne son poi altri, di più elevato grado, i quaU, non soltanto godono stima incondizionata, ma sono anzi chia- mati a giudicare in questioni d'onorabilità. Vedendo una simile cameriera, ogni gentleman di buon gusto si sarebbe senz'altro fermato in anticamera.

Fu allora che Linette lo riconobbe: Poi ri- conobbe Linette e si mise a ridere: Tout à fait moi, Linette! Oh, là, là, que tu as l'air ahuri! Ben, vrai! Tiens, comme tu dis ga! Car tu vois bien que je suis établie chez elle. En tout cas, Linet- te, faut pas souffler mot, hein? Cela n'arrive pas chaque jour au comite d'Olonzac. Assez cause; passe ma carte à Madame Bluette, je t'en prie.

Linette volle ribattere, ma il conte soggiunse con un tono breve: Car tu sais que le pauvre Godineau Le pauvre Godineau, Michel Anselme, agé de 33 ans. Ora stava scontando in un re- clusorio la sua troppo grande abilità nell'addomxesticare i cani, le ragazze, e le serrature altrui. Linette divenne rossa al pensiero del pauvre Godi- neau. Linette esitava. Il Conte d'Olonzac fece una smorfia. My Blu in quel momento era molto occupata a stu- diare un sistema per la roulette, vendutole al prezzo di venticinque luigi da un certo Filipescu, grafologo, spi- ritista, e professore laureato in non so quale Università rumena. My Blu aveva sul tavolino una piccola roulette e tre o quattro fogli pieni zeppi di cifre complicate.

La pallina girava, il sistema guadagnava somme ingentis- sime, sicché My Blu era di eccellente umore. Voilà sa carte. E mise il biglietto sul tavolino con un certo disprezzo. Est-ce la manière d'an- noncer quelqu'un? Il m'a l'air d'un Mais il peut se faire que je me trompe. Si Ma- dame veut, je le ferai passer. Rien du tout. La prochaine fois, je t'en prie, sois plus som. Era diventato veramente il sigi: Non c'era più né un particolare della fisionomia né una pie- ga dell'abito che ricordasse l'ex corridore di motociclet- te; parlava persino con una pronunzia squisitamente af- fettata e sembrava disceso fresco fresco, non dal quarto piano della madre di Linette, ma da una indiscussa pa- gina dell' Alm.

Soltanto i suoi cattivi bellissimi occhi rimianevano quel- li di Roré; e questi, più che tutto, andavano a genio del- la capricciosa My Blu. Ella si lasciava scherzosamente fare la corte dal signore d'Olonzac e sottomettere dagli occhi di Roré. Sapeva benissimo chi era costui: Linette vide sparire dietro l'uscio il molteplice riflesso della sua bella tuba.

E My Blu pensava: Il n'a pas com- pris que j'étais dans une de mes journées à béguini Ces hommes-là, Dieu sait ce qu'ils ont dans la caboche! Aveva per l'appunto gli occhi cinerini-azzurri, con riflessi di bigio e di piom- bo come il cincillà, e, per essere in carattere, si faceva pubblicamente mantenere dal proprietario di una gran- de pellicceria, chevalier de la Légion d'Honneur, am- mogliato, divorziato, riammiOgliato, e con prole. Tutti gli anni, all'avvicinarsi dell'inverno. E nonpertanto rima- neva Fred Chinchilla. Era ben fatta, con un leggero pericolo di pinguedi- ne, i capelli colore di stoppa dorata, le ciglia d'una lun- ghezza e foltezza esagerate, su gli occhi norvegesi, mor- bidi come pellicceria.

Roré per sei mesi era stato il suo amore. Ma in quel semestre Fred Chinchilla aveva tanto speso, che il ric- chissimo pellicciaio fu nondimeno costretto a dirle: Le donne, salvo casi molto rari, non amano l'uomo per sé stesso, — e fin qui hanno forse ragione. Ma lo amano inquantochè un uomo piace o piacque ad un'al- tra, — e qui senza dubbio hanno torto. Poiché l'errore di una sola produce l'errore di tutte. Ogni donna cerca in primo luogo di soverchiare, nei sensi e nella memoria 58 d'un amante, il prestigio di quelle che l'hanno prece- duta. La gelosia, che tanto lusinga l'uomo, è veramente una gelosia d'indole femminile, ossia una questione d'a- mor proprio fra donna e donna.

Fred Chinchilla si era la- sciata prendere per colpa di Lea la Roseraie, questa per colpa di Finna, e Finna perchè Mary Dhjynn, la pazza Mary Dhjynn, si era tirata un colpo di rivoltella, nelle balene del busto, il giorno che Roré non volle più sa- perne di lei. Il signore d'Olonzac si permise frattanto d'inviare ogni giorno alla bella My Blu grandi mazzi e profuma- tissimi canestri di fiori loquaci; poi la condusse a pren- dere il tè, poi la condusse a teatro, poi la condusse a cena, ed infine la condusse nell'irresistibile talamo che vide gli amori norvegesi di Fred Chinchilla. Si lasciava conquidere, per Io più, da un partico- lare che le andasse a genio; ma dimenticava sùbito, con — 59 una leggera ombra di malinconia.

Era un poco inerte, un poco sbadata, un po' ironica forse, nell' attribuire un senso ed un valore agli avvenimenti che intessevano la sua vita. Non aveva mai cercata la fortuna, e la for- tuna si divertiva di lei come d'un trastullo innocente; non aveva mai cercato l'amore, e l'amore le ronzava intor- no, continuamente, non serio, non grave, non pericolo- so, ma simile quasi ad un rivolo di continuata vuluttà. La sua carne bella sentiva la gioia naturalmente, come un rosaio sente la primavera. Poi, subito, la sua me- moria se ne scordava Era una donna venduta, eppure non chie- deva mai nulla, non faceva m. La ricchezza, lo sperpero, il lusso, eran diven- tate abitudini giornaliere della sua vita, e qualche uomo s'era puranche rovinato per lei, senza che Bluette nem- meno se ne avvedesse.

Non poteva più desiderare cosa alcuna la quale non costasse un prezzo irragionevole; ma v'era sempre chi pagava per lei, purché si degnasse far vedere i conti a qualche suo ricco innamorato. Posse- deva tesori nel suo piccolo palazzo, e molto spesso non ricordava nemmeno con esattezza i nomi di quelli che avevano gareggiato nel darle prova di amore e di muni- ficenza.

Un vecchio amministratore, M. Bollot, rimastole più fedele dell'amante che glielo aveva messo in carica, ve- niva ogni fin di mese a pagarle i redditi e spiegarle qua- le nulovo impiego di capitale fosse utile fare. Boi- - 60 lot beveva regolarmente due bicchierini di Kummel, le carezzava i capelli biondi con il buon sorriso d'un vec- chio papà, riponeva gli scartafacci nella sua logora car- tella di cuoio, e, mezzo curvo per il mal di reni, le diceva prima d'andarsene: Il n'y a pas d'ascenseur.

E se n'andava, mettendosi all'occhiello un fiore dei vasi di Bluette. Se non avesse avuta fortuna, questa bella ragazza, certo sarebbe stato molto facile per lei capitare nelle mani d'un furfante, che l'avrebbe di nuovo ridotta sul lastrico, senza lasciarle nemimeno com. Ma in- vece M. Bollot era di sana pianta un galantuomo; vi- gilava su questo patrimonio come se fosse roba sua propria, ed era capace di bisticciarsi un paio d'ore, con la sua cocciutaggine da vecchio reumatizzato, per au- mentare d'un m. Ed a Bluette tutti volevano bene; questa era la sua fortuna.

C'era in lei qualcosa che pareva dire alla gen- te: Parlare con lei, o vederla vivere, significava provare una di quelle sensazioni primaverili che soltanto i bei fiori e le belle creature danno. La sua voce, il sorriso che aveva in tutta la persona, i colori che portava nella sua ma- teria, la semplice grazia che metteva ne' suoi movi- menti, e non so quale profonda ma dolce sensualità, profusa, intessuta in ogni spazio della sua vita, e quel suo carattere di fanciulla, che pareva trasparire dalla — 61 sua gioventù come il color del sole da un limpido bic- chiere d'acqua, tutto insomma di lei era composto in guisa che ogni creatura, nello starle accanto, provava una freschissima gioia.

Molti uomini erano passati nella sua giovinezza, e for- se non aveva amato ancor nessuno. Max l'aveva stor- dita; gli altri le avevan dato appena qualche torbida e complicata ora di piacere; soltanto il bravo Jack, l'in- ventore d'un passo di Rag-Time, era stato per lei qual- cosa più d'un amante: Povero Jack Morrison! Ella si ricordava ogni tanto ch'era stato buono con lei, ch'era stato per lei una specie di burbero e dolce fratello, che si era talvolta rasciugata in fretta una lacrima col rove- scio della manica, ed infine che nessun altro danzatore sapeva ballare come Jack! Adesso ne conservava qual- che ritratto sparso per la casa, ed uno in camera, sopra una mensola, dov'erano sempre alcuni ramoscelli di fre- schi fiori.

Qualchevoha, nell' andarsi a coricare, gli di- ceva come per ischerzo: Era stato il solo che le avesse voluto bene per lei sola, e quasi le pareva che anche di là dal mare, traverso l'infinita solitudine, quel ballerino biondo le mandasse un profumo di poesia. Avec lui on est bien vite à son aise Linette le teneva il broncio. Quella sera non volle, come invece usava di consueto, darle consigli né chieder- le schiarimenti. Ce n'est pas mon type Et puis je vous dis. Bluette si mise a ridere. Stavano entrambe davanti alla specchiera. Bluette seduta, menare Linette la pet- tinava. Je découvre, en te regardant dans la giace, que tu lui ressembles d'une faQon frappante Si dissero dapprima un mucchio di cortesie, lodandosi la foggia dell'abito, il modello del cappellino, e passeggia- rono un poco insieme, poiché, s.

Finalmente si accorda- rono per scommettere sul medesimo cavallo. Bien, vois-tu, moi, il m'in- diffère S'il y a quelqu'un qui me débine, ma chère, ce quel- qu'un c'est précisém. Et puis Bien le bonjour, Fred. In quel momento il signore d'Olonzac le stava osser- vando ambedue con il canocchiale, ma di lontano. E compiaciutosi di quella separazione un po' brusca, si volse a discutere d'elezioni con la moglie libéralissima di un deputato clericale. Voyez donc: Faut-il que je sois sùre, hein? Tu vas jouer Bib Lalo, parce qu'il y a dessus Head. Bib Lalo, je vous le donne moi-mème à cinq contre un, car c'est trop long pour lui, sans compter que Head et Bib Lalo n'ont jamais pu s'entendre.

Ce Head il me fiche une gui- gne! Et si Maid Marian ne vous rapporte pas dix contre un, vous ne me donnerez plus un sou de pourboire, Madame Fred. Cette viehlle rosse? Bob, l'entraineur, a joué lui-méme cent louis chez le book Cliffton. Faites donc à ma guise et vous n'aurez qu'à me dire merci. Vous etes jolie à ravir au- jourd'hui! Est-il de Worth ce joli tailleur? Et le chapeau est de Lewis. Quoique les tailleurs, en general, me gros- sissent un peu Aimeriez-vous par hasard etre un cure-dents stérilisé comme la petite Estelle?

Allora Fred Chinchilla si mise in cerca d'una persona che le premeva incontrare. Questi era il figlio del Fab- G. Mimi Bluette 5 - 66 - bricante di Pneumatici, ossia del ricco e decorato patro- no di Mimi Bluette. Non era difficile riconoscerlo anche di lontano, per la sua lunga statura ed il suo profilo aqui- lino. J'ai un tuyau des plus sùrs, mais il ne faut pas me demander de qui je le tiens. C'est un secret. Et puis, vous savez que je suis -bonne camarade. Dans la sixième course pariez sur Maid Marian. Misez tout ce que vous avez dans votre poche.

Vous n'aurez qu'à me dire merci. Crois pas! Bonjour, Victor. Je suis très pressée. Vous savez bien que d'Olonzac, cette fripouille de d'Olonzac, ce fameux cochon pour lequel j'ai eu aussi des fai- blesses Si d'Olonzac s'y met Mais de quoi s'agit-il? Je n'y com- prends gouttel — Vraiment? Oh, alors, excusez-moi C'est une gaffe! Je vous croyais au courant Divorce-t-elle d'avec mon pére? Mon cher pére l'a-t-il enfin plaquée?

Mais, tant pis! Roré s'est mis avec Bluette. Bluette en est folle. Ce qui fait en somme que votre pére entretient Roré Poi diede principio ad una stura di pittoresche bestemmie. Secondo lui Mimi era male amministrata. Quel vecchio Monsieur BoUot, se non era proprio un ladro, per lo meno era un imbecille. Del resto lui, d'Olonzac, si era preso il gusto di appurare un poco le cose; lui, d'Olonzac, sapeva che il vecchio Bollot, qualche mese innanzi, aveva maritata una nipote facendole una dote di quasi centomila franchi.

Ora, siccome il vecchio Bol- lot, del proprio, non possedeva che una magra pensione governativa ed i suoi piccoli redditi professionali, era evidente che la bellissima dote proveniva dal denaro di — 69 - Bluette. Se Bluette gli avesse data una piccola procurai Piacevole senza dubbio, sopra tutto quand'era coricato su le pellicce d'orso del Canada. Ma la negligenza di Bluette era compensata invece dall'attenzione di Linette, la quale, come tutte le came- riere di stile, traguardava ed origliava dietro gli usci, senza perdere un gesto ne una sillaba di quelle pome- ridiane intimità. La quale vide per terra la pellicica scompigliata, e la rimise a posto col piede.

Quel giorno portava un bell'abito, color cilestri- no, che la faceva sembrare una biondina folle, grazie al- l'ossigeno deirinstitut del Beauté. Egli non si mosse. Bluette neppure. La bionda Cate- rina sedette, accavallando le gambe, vicino al loro ca- napè. Allora si vide ancor meglio che Maurice, maggiordo- mo impeccabile, non era persona di cattivo gusto.

La bionda Caterina dava tutte le ragioni al signore d'Olon- zac. Secondo lei era la Provvidenza che mandava in casa loro quel bel giovine per sorvegliare un poco le mene del vecchio Bollot Ma invece Mimi non poteva tollerare' che la bionda Caterina venisse a mettere il becco negli affari suoi. Sicché, non appena la m. Roré, cambiando guancia su le ginocchia di Bluette, stese una mano, sorridendo, verso la madre Malespa- no; e frattanto ripeteva: Non sei riuscita né ad imparare il francese ne a passare una settimana senza far nascere qualche malanno. Et dire che ze l'adore comme la prounel- le de mes yeux!

E la bionda Caterina intanto arrossiva di piacere. N'est pas ma fotte si ze resiste encore un pé! Sai bene che non l'ho piti. Poi ti ri- faresti una casa nuova, bella, comoda: E questo, vedi, è l'unico mezzo con il quale potremo essere felici tutt'e due. Tu verresti a Parigi qualche mese all'anno, durante la primavera, per esem- pio, ed io ti spedirei per pacco postale tutti quei regali che mi tocca farti quando abiti qui. E deciditi presto, perchè sai bene che fra un mese deve incominciare la mia tournée.

Le lacrim. Me, veloci, e rotolavano giù come perle. Questa povera Bluette, che aveva un cuore di bambina, vedendola pian- gere, e non riuscendo a cavarle una parola, quasi quasi provava il bisogno di mettersi a piangere insieme con lei. Ma davanti a ciascuna sua do- manda, Linette scuoteva il capo in silenzio e piangeva 74 - sempre più. Allora la fece sedere sul divano, come se la padrona fosse lei, e piano piano le carezzava i capelli. N'aie pas peur. Si tu as commis une faute, je te pardonne, et si tu as quelque chagrin, je t'aiderai de tout mon coeur.

Oui, Madame! Et mon devoir était de vous le dire avant que vous ne soyez amoureuse de lui Je parie de ce faux Comte d'Olonzac, lequel n'est autre chose que Oui Madame I oui. Linette s'era levata in piedi, ma oscillava come se avesse perduto l'equilibrio. Ce n'est pas mal ce que tu me racontes, Linette! Je savais bien qu'il n'est pas comte Il était mécanicien dans le temps; plus tard ils s'est fait coureur de motocyclettes. Seulement, avec son titre de comte on le gobe, et il se fait recevoir partout. C'est une fine crapule, Madame! Et, d'ailleurs, je vous avais mise sur vos gardes. Mais cela n'avait pas trop d'importance, puisque, pour le moment, il était le mien. Et comme j'ai entendu qu'il veut se meler de vos affaires, coùte que coùte, et meme au prix de sa vengeance, je vous Tait dit, et j'ai cru bien faire.

Sans doute Madame ne voudra plus de moi à présent Sors d'ici pour le moment. Farce que tu m'as rendue nerveuse, et tu m'embétes! Je n'ai- me pas qu'on s'occupe de mes affaires; car je ne suis pas une enfant et je sais à quoi m'en tenir. Ramasse vite la houppe frotte tes yeux, et va-t-en! Bien que tu aies tori de me croire si sotte.

Car, d'Olonzac ou Messanges, ton frère ou non, il en faut dix comme lui pour mellre en danger le coeur de Mimi Bluette! Mais j'ai trouvé mieux que ga. Je voulais seulement faire enrager Fred Chinchilla Et puis, et puis Lineile, mais je l'assure qu'il est rudemente bien quand il n'a sur lui ni son veston ni son d'Olonzac!.. Quanto a scrupoli, aveva quelli che possono andare d'accordo con la transigenza d'un uomo di spirito. Le cose che fece in trent'anni di carriera furono le seguenti: Le due mogli divorziate lo rimpiansero. Le amanti abbandonate non gli serbarono rancore. Il suo principale divenne suo segretario.

I clienti affluirono vieppiù numerosi. Gli azionisti gli versaron nuovi capitali. Le due Camere lo vollero Ministro. La Repubblica gli promise di eleggerlo Presidente. Era un uomo agile, abile, malleabile, che aveva sem- plicemente saputo compiere la sua strada. Ordunque il signore d'Olonzac ebbe la delusione di vedere che Mimi Bluette, nonostante i fatti gravissimi recati a sua conoscenza, manteneva un'assoluta fiducia nell'amministrazione del vecchio Monsieur Bollot.

Questo fatto persuase l'accorto signore d'Olonzac a ricercare di bel nuovo le grazie della puntigliosa Fred Chinchilla. Ma, per consolarsi dell'abbandono, fece tap- pezzare i muri della Capitale con un cartello di pubbli- cità, nel quale i suoi pneumatici erano fatti preferire al pubblico dal sorriso d'una donna che somigliava spu- doratamente a Mimi Bluette. Dalle sue piccole mani quasi azzurre poteva essere gettato qualche dado nel bossolo della sorte repubblicana; sui Dipartimenti e su le Colonie aleggiava il profumo della sua nascosta e leg- gera sovranità.

Se avesse avuto quel bernoccolo del go- verno che rese illustri tante Ninfe Egerie della politica francese, la prodigiosa Mimi Bluette, inventrice del My Blu, avrebbe forse potuto tramandarsi alla storia in- sieme con l'amante del generale Boulanger, od almeno in compagnia di quell'ammirevole ispiratrice, od aspi- ratrice, che fu Madame Steinheil. Ella sopportava questa Eccellenza, come aveva soppor- tato il Mercante di Pneumatici, come aveva sopportato il Grande Industriale, nonché tutti gli altri che si erano presi cura di lei, studiandosi di fare quel che poteva per il bene del paese; poiché gli affari d'un Ministero dipendono spesso dal modo come Sua Eccellenza il Mi- nistro ha passata la notte.

Ora, l'Industria ed il Commercio della Repubblica non poterono che lodarsi di lei. Nella sua qualità di Ministressa ella fu delegata in quei tempi a rappresentare la Repubblica nelle coltri borboniche di un giovine Re Cattolicissimo, che Parigi festeggiava. E rimase in carica fin quando il Gabinetto fu rove- sciato. Laggiù, nel piccolo Bar, l'accoglievano come una reginetta, e non appena Bluette vi entrava, tutti quanti erano sossopra. La Grande Rouquine, col suo cespu- glio di capelli rossi, con i suoi occhiacci da gatta selva- tica, la voce sonora e fioca, bruciacchiata dall'arsura delle sigarette russe, la Grande Rouquine, donna che aveva un passato, era sempre là, dietro il suo banco, a tenere in briglia quella famigerata clientela.

Vedendola 81 - entrare, scattava su come un pagliaccio a molla da una scatola chiusa, le correva incontro, le dava due terribili baci, serrandola fra le sue braccia di befana. Limka, violino di spalla, tzeco delle Batignolles, at- taccava il My Blu. E siccome, in fondo. Bluette non era nata per fre- quentare Ministri né per gustar le freddure di qualche socio della Rue Royale, Mimi Bluette, che v'era passata fram.

Per lei quel Bar della Grande Rouquine rappresen- tava uno svago ed in certo senso un riposo dalla sua vita di necessaria commediante, quasi quasi un angolo di antica indimenticata famiglia, ove nondimeno avreb- be trovato un rifugio nell'ora del pericolo, quando per avventura il mutevole giuoco della sorte avesse prov- veduto a punirla della sua troppo facile prosperità. Quella Grande Rouquine, lunga di cosce, priva di seni, con la fisionomia di cera, le voleva bene a modo suo, chissà mai perchè, ma le voleva bene.

Se un giorno per avventura le fosse mancato un luigi, Limka, tzeco delle Batignolles, certamente gliel'avrebbe dato a prestito. Florina-Bey, sebbene si vestisse da una sartina di Billan- court, aveva certo più spirito che Fred Chinchilla, e Boblikoff, il terribile Boblikoff, ex-domatore d'orsi, l'amava pur sempre d'una sua rassegnata umile pas- sione.

Or quella sera per l'appunto il Ministro erasi recato a rappresentare il Governo della Repubblica in non so quale Dipartimento; le aveva mandato un ultimo bacio per telefono, ed ossequiato, affabile, ammiratissimo, era partito alle 9 precise dalla Gare de Lyon. La sola che non ammirasse quest'uomo era proprio Mimi Bluette. Gli è che Bluette, lo conosceva intima- mente. Il Ministro è l'uomo forse meno amato che si conosca su la terra.

Non è più giovane, ha sempre un tono de- clam. Paga di solito con denari dello Stato e scrive lettere d'amore che sembrano protocolli di cancelleria. Quello poi d'Industria e Commercio è un Ministro che non esercita prestigio alcuno su la donna, perchè il suo dicastero manca di attributi speciosi e di cerimonie teatrali. Ma in generale non si capisce bene cosa facciano tut- ti i Ministri. Non voile nememno servirsi della propria automobi- le; fece chiamare invece un tassametro sgangherato, per concedersi meglio l'illusione d'essere ancora una pic- cola Parigina in libertà. Quando la sorte ci ha sollevati al culmine delle più alte fortune, la perfetta gioia consiste nel ritornare ver- so l'origine.

E poiché siamo assurdi, se la vita per av- ventura ci riconduce all'umiltà passata, quel bene che fu perduto assume ai nostri occhi un lontano colore di felicità. Bluette, nel veicolo traballante, rivedeva con esattez- za il remoto pomeriggio, allorché, povera e trasognata, giunse nella stupenda Capitale. Le Matin Forse in galera, forse in giro per il mondo, forse di- ventato un galantuomo Frattanto la neve senza vento cadeva giù fiocco a fioc- co, prendendo il colore dei lampioni, la forma delle ca- se, buona, bianca, lieve. Una specie di silenzio candido — 84 - si avvolgeva intorno al rumore della Capitale. Povere vecchie pedine trottavano sui marciapiedi, sgominate.

Il suo piccolo cuore si strinse. Aveva quasi pietà, in quella sera di neve, d'ogni creatura che non fosse te- pida, bella, felice come lei. Mimi Bluette! Nel Bar della Grande Rouquine fu ricevuta come al solito con tripudio e con rumore. Questo, anche nel caso di P'tit-Béguin, era certo una galanteria. Jennie-Minnie-et Lélie, che sebbene alquanto invec- chiate costituivano sempre un inseparabile trio, le fe- cero grandi accoglienze, anche nella previsione che Mi- mi volesse pagar loro la cena.

Il bookmaker Cliffton in- - 85 terruppe la Miura del Paris-Sport per mandarle un a- sciutto cemplimento inglese, che voleva probabilmente essere un invito. Ma ella si mise all'ultimo tavolino, pres- so il banco, perchè in tal modo poteva meglio discor- rere con la Grande Rouquine. Frattanto Limka suonava il My Blu. Adesso, di My Blu, ve n'eran centinaia; ogni gratta- corde, o picchiatasti, cercava di mettere in voga il pro- prio. Ma Limka, tzeco delle Batignolles, suonava il My Blu classico, il primo, quello ch'era stato creato per la divina Bluette. Quella sera la Grande Rouquine era vestita di verde, d'un verde verdissimo, ed aveva intorno al collo un boa nero, d'un nero nerissimo, che le faceva star bene il volto, freddo come l'elettricità.

V'era molta gente quella sera, e la Grande Rouquine governava tutto il servizio con la fiamma de' suoi oc- chiacci verdi. E c'era il me- desimo Boblikoff, che ormai doveva essere divenuto qualcosa nell'amministrazione del locale, pur conser- vandosi una rispettabile aria da cliente. Buona cucina, belle donne, bei ragazzi, atmosfera di malavita elegante, spaccio clandestino di afrodisiaci e di stupefacenti, ecco forse alcuni fra i mezzi ch'erano ser- viti alla Grande Rouquine per mettere di moda il suo ritrovo.

Questo Sanderini era magro come il tifo e luccicante come lo smeriglio, per colpa della sua marsina. La fac- cia gli rientrava nella bocca, lasciando fuori solamente un naso ridicolo ed un mento che pareva il naso capo- volto. Sanderini faceva tutto quello che chicchessia vo- lesse far fare a Sanderini: Se l'invitavano a cena, mangiava molto vo- lentieri; se l'invitavano a bere, beveva più che volen- tieri,- per conto suo l'amabile Sanderini faceva un gran consumo di paglie Négri-Pipoz.

Mimi era distratta. Mimi sorrise. Gli viene un poco di pancia; poi si vede sùbito che porta un mezzo parrucchino per na- scondere la calvizie Mon Colono, mion Coloni, mon Colonel va faire pipi! La grande Lison, tribade impenitente, nutriva con cibi sostanziosi la sua piccola ed anemica Loulou. Pran- zavano insieme, ad un tavolino appartato, mostrando chiaramente che il vecchio Adamo era stato un perso- naggio inutile nella storia del genere umano. Un jour ou l'autre Li- son va lui faire rendre l'àme Et je vous en félicite, chère Madame!

Et je n'aime guère celles qui n'ont pas de goùt pour notre sexe. Mimi sorrideva con gli angoli della bocca; ma quella sera Mima sembrava quasi trasognata, e sebbene sor- seggiasse continuamente il suo bicchiere di Sciampagna, non vi trovava nel fondo che una specie di nervosa e distratta irrequietudine. Finalmente si protese verso il banco della Grande Rouquine per domandarle: Dal suo posto la Grande Rouquine non poteva ben vederlo, perchè aveva davanti a se una colonna di sca- tole d'Avana; ma levatasi ritta, e veduto l'uomo del quale parlava Bluette, le rispose, anch'clla sottovoce: Il a réellement une téte extraordinaire!

Je le vois par intervalles. Il vient, il dine, il Ut les journaux étrangers, ou bien il observe tout ce qui se passe, avec ses yeux de magnétiseur et son air d'égarement qui le rend si agréable. Il parie le frangais comme moi. Il parie d'ailleurs toutes les langues, car, un soir, je l'ai entendu causer avec un Russe, et lorsque Mohiammed lui sert son café ils se disent des amabilités en ture. Bluette prese un'aria di capriccio, un'aria quasi ti- mida, quasi furtiva, un'aria di bambina, e sottovoce disse alla Grande Rouquine: Si vede che l'illustre Sanderini possedeva un udito finissimo, perchè rispose con la bocca piena: Bevve un lungo sorso, poi rispose al- l'amabile Sanderini: Et puis, j'ai dit cela pour rire, Sanderini Je vous en prie, n'en faites rien.

Mais quoi? Vous laisserez donc rentrer à la cuisine, presque intacte, une pareille gélinotte, si dodue et si bianche? Ce serait une grave indélicatesse! Demain ma- tin, d'ailleurs, je me purge. Car, voyez-vous, j'ai envie de devenir très gaie Mais, où est allée Florina? El- le est allée se déguiser en femme nue. Un costume qui lui sied très bien, parce qu'elle est bien faite. Ma quei discorsi di Sanderini la interessavan molto poco; e l'onest'uomo comprese ch'era meglio rispettare la sua distrazione. Mimi allora fece una cosa molto leggiadra. Quello straniero la guardava ed ella guardava quello straniero. In quel mentre Florina-Bey stava per cominciare il suo numero.

Egli rispose facendo a sua volta la stessa cosa, ma lentamente, naturalmente, senza il più piccolo stupore. Il sorriso nasceva nella sua faccia senza muovere i linea- menti; nasceva ne' suoi fermi occhi, splendenti come l'acciaio delle rivoltelle ossidate. Non era più giovine; doveva esser quasi vicino ai - 92 - quarant'anni, sebbene la sua pelle abbronzata conservas- se un liscio colore di gioventù. Robusto, arido, agile, mo- strava un singolare aspetto fra il gentleman ed il cow- boy. Qualche riflesso bianco gli correva tra i capelli ne- rissimi; i baffi aspri, tagliati a filo su l'orlo del labbro, mettevan un segno di ruvidezza nella sua faccia quasi delicata.

L'amore non è mai altro che una prolungata memo- ria di questo momento. Allora ella godè perfettamente il piacere di sentirsi bel- la, di mandar luce da ogni fibra del suo corpo giovine, di contenere in ogni vena, come un dormente brivido, la sua profumata e calda femminilità. Aveva quasi ventisette anni, la divina Bluette, e non si era mai, se non per ischerzo, innamorata. Lo guardava, soggiogata, un po' confusa, co- me se in lei fosse ancora un non so che della fanciulla, e provava nel medesimo tempo una sorda irritazione contro se stessa, una sorda gelosia di quell'uomo ch'era semplicemente uno sconosciuto, — una bella fugace om- bra che paissava davanti al suo bicchiere di Sciampagna.

Sarebbe andata con lui traverso la neve, per le vie scure della Parigi addormentata, senza parlargli, ma serrando il suo braccio, affondando le scarpine scollate nella sof- fice neve, nascondendo il mento freddo nel bavero della pelliccia cosparsa di brina. E sarebbe andata con lui, do- vunque la conducesse, tacendo, senza guardarlo, come una timida bambina ubbidiente, solo perchè non poteva resistere al piacere di stargli vicino, solo perchè nessun uomo aveva mai saputo farla pensare all'amore come la faceva pensare all'amore la faccia indefinibile di quello sconosciuto E Sanderini diceva: E Mim. Immaginazioni distanti rinascevano con felicità nel suo confuso pensiero; lembi di desiderio, staccatisi da lei co- me petali da una rosa, tornavano con profumo a ravvol- gere le sue vene; pagine d'amore, scorse con voluttuoso ma incredulo piacere, passavano con sembianze di verità nella sua memoria sovraeccitata, e come sotto il potere - 94 - d'un afrodisiaco sottile, s'immaginava nel suo letto cal- do, fra le braccia di quell'amante sconoscmto.

Lo guar- dava con insidia, e quasi temeva, nel guardarlo, ch'egli potesse indovinare il suo recondito pensiero. Jamais vous ne trouve- rez de meilleur cigare dans tout Paris. Lorsque j'étais à la Havane Dopo il numero di Florina-Bey, un piccolo negro in mar- sina rossa ballava suonava e faceva un po' di humour con le doppie suole delle sue scarpe indiavolate. Il piccolo negro scivolava e tamburinava coi piedi su l'assito co- sparso di sabbia, facendo acrobazie mirabili, senza mai perdere il tempo. Le belle Americane, diventando irre- quiete al suono di quelle musiche nazionali, battevan le mani con entusiasmo e gli lanciavano marenghi d'oro.

In quel momento Sanderini diceva: Et, quant à l'origine, les fripouilles comme toi n'en ont aucune. Tu es né Sanderini et tu vas crever Sanderini, un de ces jours, je l'espère. Et savez-vous pourquoi? Farce qu'elle a un béguin pour moi, sans doute! La Grande Rouquine si mise a ridere. Ecoutez un instant. Ma- dame Bluette. Je vous présente ce Monsieur, dont le nom est Castillo, et qui, depuis cinq minutes, m'honore de son amitié.

Mimi si volse rapidamente, non seppe che rispondere, divenne leggermente rossa e fece un piccolo saluto. Senza dubbio l'ottimio Sanderini aveva una singolare predilezione per le tavolate allegre, dalle quali volano con facilità i bei marenghi d'oro. Qualche volta la solitudine improvvisa diventa una vera fatica, una vera difficoltà. Bluette, per far qualco- sa, rigirava intorno al polso, guardandoli con attenzione, i suoi braccialetti pesanti. Castillo, da buon fumatore, osservava con insistenza la cenere del suo Corona y Corona — Claro — eccellente sigaro in verità. E frattanto non le diceva nulla. Ma Bluette lo guardava.

Egli no. Egli era fierissimo, con la fronte china; i fili bianchi de' suoi capelli brillavano fra le ondate nere. Aveva nel dito anulare un solo anello, ch'era uno smeraldo intenso come un brillante verde; al bottone della camicia una piccola perla nera; tra il pollice e l'indice della mano de- stra una profonda cicatrice, che gli saliva sino alla giun- tura del polso. Bluette lo guardava minutamente, come una donna guarda l'uomo che vuol conoscere.

Qualcosa d'ambi- guo, d'inspiegabile, si muoveva intorno a quella fisiono- mia, quasi fosse l'atmosfera visibile del suo spirito, il colore della sua nascosta volontà. Finalmente egli disse questa cosa importante: Oui, Monsieur, on m'appelle My Blu. On m'appelle aussi Bluette, et Mimi Bluette si Ton veut ètre pédant. Oui, Monsieur! Uva partout des gens qui ne savent pas la grammaire!

Moi je n'y trouve rien d'extraor- dinarie. Et vous, comment vous appelle-t-on, si ce n'est pas indiscret? Da Vexona. Mimi Bluette 7 Q8 - — Hilaire? Mais il y a quelque chose de trop dans ce nom de vieux moine! Et alors versez moi du Champagne mon- sieur Laire I — Voiià: Je ne sais pas qui vous étes Cos'accadeva in lei?

Erano due desiderii, null'altro, davanti all'ilarità, nul- l'altro, che manda un bicchiere di Sciampagna; la poesia che c'è nella vita, che c'è nell'amore: E d'improvviso a lei era sembrato che un lungo bacio d'amante percorresse la sua viva nudità. In silenzio si era nascosta dietro il velo delle sue lun- ghe ciglia, quasi per racchiudere in sé stessa, per celare in sé stessa, quell'involontario piacere. Aveva sentito nascere nei suo pudore un'irresistibile voglia d'essere sfacciata.

Su l'orlo del bicchiere aveva tentato reprimere la ten- tazione di parere una femmina. Gli aveva sorriso. Ed ora gli parlava stordita, protesa un poco verso di lui, coinvolta nel suo potere: Gli parlava senza dirgli nulla, muovendo le parole come gesti della mano che volessero carezzarlo. Per dirle cose non ben definite, per chiarire, per nascondere, forse per distruggere tutto quel- lo che sentiva. Il y avait dans yos mouvements quelque chose que je n'ai jamais pu - - oublier!

Et puis, Bluette, certains soirs, la beauté d'une femme engourdit tout Tetre comme une fumee d'opium. Ce soir-là, vous dansiez des danses lascives, ou bien, que sais-je? Ma vie est de celles qui n'admettent pas la beauté. J'ai passe à travers mille tempètes et j'ai vu le soleil se coucher sur tous les océeans de la terre Rien ne pourrait vous expliquer com- bien ce trouble en moi était absurde! Mais quand vous quittiez la scène, il me semblait que des rideaux noirs é- tourfaient soudainement la joie dans mon étre Vous a- vez changé au m.

Pour désenchantés que nous soyons, il y a toujours une femme qui peut nous rendre, avec sa beauté, notre première jeunesse. Pour moi, vous étiez cette femme. Vous m'avez più tel- lement, que je n'osais pas chercher à vous connaitre. Mais, depuis ce soir, vous étes devenue ma folle Ascoltava con le mani congiunte, premute su la bocca, fissandolo senza batter ciglio. Lo ascoltava maravigliata e ferma, con l'a- nima tutta radunata su l'orlo di que!

La mano di Bluette era semplice come il suo spirito, aveva una forma quasi trasparente, portava nel suo co- lore senza ombra un senso azzurro di verginità. Quelle sottili unghie troppo lucide, troppo rosse, davano alla sua mano quasi un'espressione di peccato, che ne ac- cresceva l'innocenza, come un soverchio belletto messo per celia sul viso d'un bambina.

Quelle mani avevano in sé la tepida gioia bionda d'un raggio di sole. I braccialetti si rovesciarono sui polsi come catene pe- santi; li oppressero, fecero rumore, tacquero. Era la prima volta che amava. Quasi per miracolo era divenuta un amore. Le aveva detto con ebbrezza, come nessuno le aveva detto ancora: Bluette, vous étes devenue ma folle, ma véritable folie La musica dei violini accompagnava una svergognata canzone pederastica dell'efebo Jean Kiki. Le Americane, inorridite, si premevano i larghi ven- tagli contro le bocche ridenti. Mon Colonel pizzicava le semi-vergini sedutegli a fianco.

Il suo dtner costava una bazzecola: Il m'a dit de vous demiander si cela vous serait égal Mais, toutefois, dites-lui que je préfère donner moi-mème, sans qu'on m. Uscirono insieme, tra i commiati rumorosi di tutta quella onorevole compagnia. E Limka, tzeco delle Batignolles, strizzando l'occhio a' suol zingari dalle giubbe scarlatte, suonava con mae- stria, con impeto, le note capziose dell'antico My Blu. La neve senza vento cadeva su la città in calme stri- - - sce verticali, cHe sembravano propagare un tremito nella bianchezza dell'elettricità; si accumulava sui davanzali delle finestre come per chiuderle, costruiva lunghe dighe invarcabili su l'orlo dei marciapiedi.

E l'automobile cam- minava senza urto nel dedalo dei quartieri deserti, per i Banchi anfiteatri delle piazze, andando via, lieve, qua- si tacita, su quell'elemento agevole che i fari avvolge- vano d'un largo alone scialbo nelle zone d'oscurità. Allora egli si mise più vicino a lei, spalla contro spal- la, piegando la bocca vicino al suo respiro, tfuasi per odorarla come un fiore. I pa- lazzi di neve, i giardini squallidi, vegliavano la tomba eccelsa del grande Imperatore; l'Arco di Trionfo segna- va un limite confuso nella distanza dei Campi Elisei.

A onze heures du soir, au mois de Janvier, faire une promenade au Bois Quelle idée, n'est-ce pas, mon- sieur Laire? La tepidezza dell'aria interna faceva nascere sui vetri una specie di sottile smeriglio, tutto a fiori di ghiaccio e tortuosi rivoli di gocciole, che si fermavano assiderate. L'aria che respiravano era già piena del profumo di Bluette. E fuori, traverso lo smeriglio dei vetri, passavano al- beri morti sotto il peso bianco dei mantelli di neve. Lon- tano apparvero le barriere del Bosco. Le bonheur est la seule chose à craindre dans la vie. Quant au malheur, qu'im- porte? Mais aimer ce qu'on aime, voilà un luxe que certains hommes ne devraient pas se permettre.

Alors c'est de la philosophie sans doute, car je n'y comprends rien. Vous allez peut-étre vous ima- giner que je suis une femme très facile, mais. Je sais très bien que ce soir C'est la première fois, je vous l'affirme, que Mimi Bluet- te se promène la nuit avec un inconnu. Egli tacque un attimo, poi disse, mutando voce: Oui, j'ai un amant. Cela n'est un mystère pour personne. Allora ella soggiunse, con una voce affabile: Il y a des choses qu'on ne s'ex- plique pas. Egli rise con un empito quasi crudele di felicità. Nella penombra della vettura i suoi denti bianchi scintillarono.

Chinandosi nel cerchio del suo respiro, con ebbrezza la chiamava: Je me dis qu'il ne faut pas vous aimer, Bluette, et pourtant je vous aime! Quelle folle! Vous étes pour moi une créature de soleil et de musique Ed egli le diceva: Poutant, lors- que je vous ai vue, Bluette, j'ai senti que vous étiez la beauté, ma beauté, ce qui pour moi s'appelle vraiment la beauté. J'ai parcouru toute la terre sans jamais voir de femme qui pour moi fut aussi belle. Que vouiez-vous. Bluette non rispose: Nella grande foresta bianca gli scheletri giganteschi degli alberi sopportavano valanghe di neve; l'iride lon- tana dei fari accendeva stelle bianchissime sui ghiaccioli delle fontane.

Soltanto la fatica del motore interrompeva l'assiderato silenzio del Bosco; passavano, come scenarii d'una fiaba - — nordica, i laghi pieni di nuvole, gli ippodromi vuoti come steppe, le fattorie chiuse, le cascate immobili, divenute un solo ghiaccio, e pareva che, frammezzo a tanto inver- no, mai più non dovesse rinascere la primavera. La pri- mavera del Bosco indimenticabile, odorosa di mammole, di resina e d'acacie, ove ogni filo d'erba diventa quasi un fiore, quando, nelle sere di Maggio, in larghi frasta- gli di serenità il cielo vi scende a profumarsi e il Bosco turgido si gonfia di voluttà primaverile, sopraffacendo la Parigi dorata, su cui lancia in fontane di mxusica il fiume del suo grande respiro E questa era poesia.

Poesia fortuita, che nasceva dal vizio notturno di una grande metropoli, poesia libera da tutte le falsità, nuda come l'amore, assurda e semplice com'è l'amore. Un uomo ed una donna: Non avevano altra storia che un sorriso nascosto die- tro l'orlo del bicchiere di Sciampagna. Poiché, fra le mille creature che ci passano davanti agli occhi nelle avventure della vita, è sempre una sola, ed è sempre una sconosciuta, quella che al nostro desi- derio innamoratamente piace. Quando noi traversiamo una strada, quando i nostri occhi disattenti vagano su la moltitudine, i sensi protesi come una vedetta cercano la donna che il nostro amore ama.

Quando si arriva in una città forestiera, quando si entra in una cosa sconosciuta, quando si passa lungo la muraglia d'un monastero, quando ci si addentra in un quartiere di prostituzione, i sensi protesi come una ve- detta cercano la donna che il nostro amore ama. Questo è un fiore di serra calda, perfetto, ma senza profumo. Non credete all'amore lento, all'amore casto, all'amo- re che si dipana come un gomitolo, che si arruffa come una matassa, che gira intorno a se medesimo come un topolino intorno alla sua coda. Non credete ai romanzi d'amore che impiegano trecen- to pagine per condurre a letto i loro protagonisti, e nem- meno agli scrittori eucaristici che hanno il buon costume di non condurveli mai.

Non credete alle donne straordi- narie, che si divertono a parer complicate come il teore- — no — ma di Pitagora, ne a quelle terribilmente fastidiose che ogni e qualsiasi volta rallentano i loro perfidi ginocchi suppongono di essere diventate una seconda Madame Bovary. Queste certamente son donne cui piace far perdere il tempo. Poiché tutto questo ha forse una musica, ma vera- mente non è poesia. Solamente aveva telefonato a Linette: Ecoutez, Madame E la povera Linette, cameriera dalle calze di voile, si era messa a piangere davanti all'apparecchio maledu- cato, che d'improvviso taceva.

Su la neve del mese d'inverno si era levato nei due pomeriggi un pallido sole. Quella casa era nascosta in una piccola strada, calma, vecchia, di quelle che gli edili ragionevoli vanno cancel- lando a poco a poco. Si vedeva, lontana, la Colonna di Luglio sorgere dalla piazza della Bastiglia. Tornavano a piedi, per l'ombra, di sera, parlandosi piano. Bluette vedeva nei cinematografi splendere a ca- ratteri di fiamma l'annunzio luminoso del suo nome ilare — Mimi Bluette — od apparire su le muraglie, nei molteplici cartelli dei teatri, la sua fisionomia sorridente fra i mazzi di fiordalisi — Mimi Bluette. Era con lui piccina, modesta, umile, come una ragazza del quartiere. Le guardava talvolta con simpatia, queste belle ragazze del quartiere, quando passavano a fianco del loro inna- morato, e le pareva di comprenderne la poesia, di amar- le con un affetto improvviso, quelle svelte ragazze, umili e ben pettinate, che affrettavano sotto la balza delle gonne dimesse il piede leggero.

Mimi Bluette, la rosa delle rose, il fiore dei fiori! Tutta quella Città immensurabile, quella delirante Città del miracolo aveva pronunziato il suo nomcl Ora, nel- l'andarsene al braccio del suo amante, l'immenso rumore di Parigi le pareva una musica lontana, e quasi le strin- geva il cuore una modesta paura, un umile desiderio di non esser riconosciuta. Mimi Bluette, la ballerina che aveva i più dolci capelli ed il piede più gentile di Francia, Mimi Bluette, la dan- zatrice che aveva l'anima e gli occhi azzurri come i suoi fiordalisi, Mimi Bluette, la creatura che pareva nata in un tempo di musica, la forestiera venuta d'oltr'alpe con il suo limpido cuore di Transalpina, sentiva improvvisa- m.

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